Capo III – Indirizzi.-

Art. 40.-Finalità generali.-

Al fine di assicurare il mantenimento delle diverse identità morfologiche e delle specificità locali dell'assetto insediativo della provincia e -nel contempo- al fine di valorizzare tali identità e specificità, quali le risorse culturali, ambientali ed economiche, i Comuni provvedono, in sede di pianificazione urbanistica, ad individuare, descrivere ed analizzare (utilizzando specifiche categorie di identificazione storico-morfologica) i complessi e le strutture di rilevanza storica e testimoniale inseriti all'interno del loro peculiare contesto. A tale scopo, gli strumenti urbanistici generali sono corredati da un rapporto insediativo, costituito almeno dai seguenti elaborati:

a) rilievo ed identificazione storica (periodizzazione) delle parti morfologicamente definite e degli insediamenti diffusi presenti nel proprio territorio con la relativa identificazione di caratteri specifici e dei reciproci rapporti;

b) individuazione dello stato di riconoscibilità, di eventuale degrado e di utilizzazione delle diverse parti definendo puntualmente i tipi di intervento (edilizio e/o urbanistico) necessario al pieno recupero (strutturale e funzionale) dei singoli beni e del loro contesto, tenendo conto degli indirizzi generali di cui appresso.

40.1.- Gli interventi lungo i fondovalle (soprattutto nelle aree di maggiore densità insediativa) debbono garantire la perdurante leggibilità del rapporto di polarità storicamente consolidato tra insediamenti collinari ed insediamenti vallivi, escludendo fenomeni di saldatura lineare e salvaguardando i varchi costituiti da spazi aperti, soprattutto quelli lungo le aste fluviali.

40.2.- Gli interventi che coinvolgono fasce di versante sottostanti ai centri e nuclei storici sommitali (di crinale, di poggio ecc.) debbono garantire la perdurante leggibilità del rapporto consolidato tra centro di sommità e spazio aperto -coltivato o boscato- dei relativi versanti collinari.

40.3.- I progetti di riqualificazione o di espansione relativi ai centri minori, alle frazioni o di nuclei isolati (in particolare di alta collina e di montagna) debbono essere coerenti con le morfologie del contesto paesistico e con i principi insediativi consolidati, favorire il recupero e guidare la reinterpretazione delle tipologie edilizie tradizionali, proporre sistemazioni a verde tradizionali interne o ai margini del costruito; i progetti che coinvolgono parti di un sistema insediativo locale debbono tendere alla valorizzazione dell'intero sistema o di sue parti significative, prevedendo anche la riproposizione di collegamenti storici scomparsi, la valorizzazione delle strade e dei percorsi storici esistenti.

40.4.- Per l'analisi storica del proprio sistema insediativo, per la perimetrazione dei centri e dei nuclei storici (anche in attuazione di quanto stabilito dall'art. 39 delle NTA del PPAR) i Comuni utilizzano gli elaborati di cui ai precedenti artt. 2.4.2.2.2 e 2.4.2.2.3, tenendo conto anche dei perimetri provvisori individuati dal PPAR.

40.5.- Al fine di assicurare la tutela attiva di centri e nuclei storici, i Comuni si avvalgono dell'individuazione di specifici beni operata dal PTC, nell'ambito dei centri e dei nuclei storici, intesi come beni storico-culturali e paesistico-ambientali, ed in particolare assicurano che:

40.5.1.- siano conservati e tutelati integralmente gli elementi costitutivi strutturali dell’impianto urbanistico, i rapporti tra caratteri morfologici, spaziali, tipologici ed architettonici nonchè i rapporti con il contesto paesistico di appartenenza;

40.5.2.- siano sottoposti a tutela integrale il sistema dei percorsi, delle piazze, ivi compresi gli elementi di arredo tradizionali, i giardini ed i parchi, sia pubblici che privati, che concorrono alla formazione della rete di rapporti morfologici-spaziali e dell'immagine consolidata del centro o del nucleo. Gli strumenti urbanistici assoggettano altresì a tutela integrale: gli elementi di relazione -morfologica e paesistica- con il territorio circostante, in particolare le cerchie murarie, le porte ed i loro spazi aperti di pertinenza nonchè le viste, gli affacci, le direzioni visive intenzionali, le porzioni di paesaggio agrario, le fasce di orti e di giardini connesse al centro storico; i caratteri tipologici dell’edificato, con riguardo non limitato alle componenti di facciata (attacco a terra, spartito di facciata, dettagli architettonici , materiali e finiture, anche cromatiche, elementi di arredo a carattere persistente, coperture, ecc.).ma esteso anche agli elementi costruttivi degli edifici che concorrono all'identificazione delle tipologie edilizie tradizionali .

40.6.- Al fine di garantire l'omogeneità di indagine e di disciplina sono delineate le categorie che compongono la scheda di rilevamento, di cui al precedente art. 2.2.5. Il censimento a mezzo di detta scheda (che costituisce adempimento obbligatorio per la formazione degli strumenti urbanistici) è volto a rilevare tutti i manufatti ed edifici rurali extra-urbani per i quali -anche ai sensi dell'art. 40 delle NTA del PPAR- sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo. L'operazione di schedatura deve consentire di articolare ulteriormente le previsioni di tutela e di guidare il progetto nel rispetto dei caratteri storico-tipologici dell'edificio e del suo contesto ambientale e paesistico.

Art. 41.-Indirizzi specifici.-

I seguenti indirizzi specifici sono articolati in relazione agli undici ambienti locali individuati nell’elaborato di cui al precedente art. 2.1.1.3.

41.1.-Nel sistema costiero debbono essere preservati gli spazi liberi e, nelle zone già edificate, le residue aree libere, al fine di escludere la saturazione della "città costiera"; gli spazi aperti rimasti entro le zone edificate e lungo le infrastrutture di collegamento che costituiscono una pausa tra gli insediamenti costieri, sono -di norma- utilizzati per la realizzazione dello standard a verde. Gli interventi che interessano queste aree (ed in ispecie quelle lungo i corsi d'acqua, le foci, i laghetti di cava o retrocostieri) debbono garantire, comunque, la presenza di fasce boscate di protezione e mitigazione ambientale, un elevato grado di permeabilità del suolo, la messa a dimora di impianti arbustivi ed arborei, caratterizzati dall'impiego di specie autoctone con elevata capacità di adattamento e di compensazione ambientale.

41.2.-Nel sistema della valle e delle colline del Chienti e delle colline dell'Ete vanno escluse sia la saturazione del sistema lineare della valle del Chienti sia la saldatura tra centri di sommità e centri di valle, anche salvaguardando e consolidando gli spazi aperti lungo le aste fluviali e sui versanti collinari che affacciano lungo la valle; il verde di standard va localizzato, di preferenza, su queste aree e, soprattutto, nelle fasce libere tra insediamenti produttivi e aste fluviali, nei pressi delle confluenze fluviali, nelle aree libere tra i centri storici e le nuove espansioni; nelle zone di discontinuità tra insediamenti di crinale. Su queste aree gli interventi debbono tendere a recuperare ed a rafforzare la riconoscibilità della polarità storica tra centri di fondovalle e di sommità, attraverso la qualificazione delle loro connessioni, il miglioramento dei nodi di accesso ai centri -sia a valle che a monte, prevedendo attestamenti, parcheggi, aree di interscambio e zone verdi che contribuiscano alla rivitalizzazione della polarità storica, anche attraverso una migliore utilizzazione della viabilità secondaria a servizio degli insediamenti locali.

41.3.-Nel sistema della valle e delle colline del Potenza e delle colline di Recanati va esclusa la formazione di sistemi insediativi lineari nei fondovalle del Potenza, del Musone, del Monocchietta e la saldatura tra centri di sommità e centri di fondovalle, mantenendo e valorizzando il rapporto insediativo e paesistico consolidato, che mostra -specie in alcune parti- un elevato grado di permanenza e di leggibilità; vanno peraltro salvaguardati e consolidati gli spazi aperti lungo le aste fluviali e sui versanti collinari che affacciano lungo la valle. Il verde di standard va localizzato di preferenza in queste aree e, soprattutto, nelle fasce libere tra insediamenti produttivi ed aste fluviali, nei pressi delle confluenze fluviali, nelle aree libere tra i centri storici e le nuove espansioni. Su queste aree gli interventi debbono tendere a recuperare ed a rafforzare la riconoscibilità della polarità storica tra centri di fondovalle e di sommità, attraverso la qualificazione delle loro connessioni, il miglioramento dei nodi di accesso ai centri -sia a valle che a monte- prevedendo attestamenti, parcheggi, aree di interscambio e zone verdi che contribuiscano alla rivitalizzazione della polarità storica, anche attraverso l’utilizzazione della viabilità secondaria di origine storica.

41.4.-Nel sistema delle colline e della montagna di Cingoli, Apiro e Poggio S.Vicino :

41.4.1.-per il sottosistema di Cingoli e dei centri minori, la riconoscibilità dei centri storici di sommità (Cingoli, Avenale) va consolidata, in ispecie lungo i versanti sottostanti, salvaguardando e valorizzando le fasce di versante, in quanto elementi essenziali a connotare l'immagine dei centri, ed evitando la saldatura laterale con e tra centri minori di pendio. Su queste aree gli interventi debbono tendere a recuperare e rafforzare la riconoscibilità dei centri di sommità e dei nuclei storici, assicurando anche la libertà e la fruibilità delle visuali significative e consolidate tra centri e contesti paesistici, mitigando la presenza degli insediamenti recenti più dissonanti attraverso una più attenta progettazione delle fasce di margine del costruito anche attraverso l'uso di impianti vegetazionali da usare pure in funzione di filtro per la mediazione spaziale e paesistica tra questi e le aree coltivate o boscate circostanti.

41.4.2.-per il sottosistema di Apiro e Poggio S.Vicino e dei centri minori, lungo la pedemontana, va conservata e rafforzata l'identità del sistema attraverso il mantenimento dei ritmi e delle distanze tra insediamenti e dei rapporti di visibilità tra essi, sopratutto lungo le strade che li collegano. Su queste aree, gli interventi debbono tendere a recuperare ed a consolidare la strutturazione storica, assicurando la libertà e la fruibilità delle visuali reciproche.

41.5.-Nel sistema della sinclinale di Camerino:

41.5.1.-per il sottosistema dei centri maggiori di Matelica, Castelraimondo e Camerino va esclusa la formazione di insediamenti lineari continui lungo la strada di fondo sinclinale (s.s. n.256), lungo il collegamento Matelica-Esanatoglia e lungo la s.s. n. 361, nei pressi di Castelraimondo. Nel tratto stradale di collegamento con Pioraco va consolidato e valorizzato il rapporto tra insediamenti e corsi d'acqua, quali elementi di grande interesse paesistico-ambientale. Gli eventuali nuovi insediamenti residenziali vanno localizzati in rapporto con gli insediamenti esistenti, favorendo operazioni di recupero integrato della qualità insediativa e soprattutto dello spazio aperto di uso pubblico. Il verde di standard va previsto e realizzato, di preferenza, all'interno od ai margini degli insediamenti da riqualificare o nelle fasce libere tra insediamenti e corsi fluviali o nelle fasce libere tra i centri storici e le nuove espansioni. Nelle fasce vallive, gli interventi debbono tendere a recuperare e valorizzare gli elementi di pregio paesistico ed ambientale dei corsi d'acqua, con appropriate zone di compensazione e mitigazione ambientale, soprattutto in prossimità delle aree produttive con la realizzazione di spazi e di percorsi fluviali per le attività sportive e ricreative nonché salvaguardando e consolidando la viabilità minore;

41.5.2.-per il sottosistema dei centri minori e delle strade secondarie va sottolineata e rafforzata l'identità dei centri, come elementi del circuito dei sistemi a pettine.

41.6.-Nel sistema della montagna di Esanatoglia e Sefro va esclusa la formazione di insediamenti lineari continui lungo le valli interne. In particolare, per il sottosistema di Pioraco-Fiuminata, lungo la valle del Potenza, va consolidato il connotato paesistico costituito dal rapporto tra piano di valle, canalizzazioni del Potenza ed insediamenti storici nonchè rapporto tra insediamenti e corsi d'acqua, salvaguardando e sistemando le aree libere di filtro. Per il sistema di Pioraco-Fiuminata, va esclusa la formazione di nuovi insediamenti nell'ambito fluviale compreso tra il centro di Pioraco e il Ponte S.Casciano; eventuali nuovi insediamenti debbono essere contenuti a ridosso del versante a monte della statale.

41.7.-Nel sistema della montagna di Visso va esclusa la saturazione del sistema insediativo di fondovalle di Ussita e del sistema di Visso lungo il tratto di fondovalle della s.s. n. 206, conservando le discontinuità tra il costruito; vanno altresì previsti interventi di riqualificazione (formale ed ambientale) degli insediamenti turistici in quota, evitando la formazione di nuovi nuclei. Nelle aree di valle, vanno conservati e consolidati gli spazi liberi tra insediamenti e corsi d'acqua.

41.8.-Nel sistema dell'alta valle del Chienti e delle colline del Fiastrone vanno escluse la saturazione dei sistemi lineari principali di fondovalle del Chienti (Muccia, Caccamo, Belforte) e del Chienti di Pieve Torina nonchéla saldatura tra il sistema di fondovalle di Caccamo e l'espansione del centro di Caldarola; in particolare, nelle aree comprese tra l'espansione di Caldarola e la valle del Chienti, in corrispondenza dell'espansione di Caccamo, i nuovi insediamenti non debbono oltrepassare il bordo superiore del terrazzo fluviale che delimita la valle sul versante destro (ove non diversamente specificato da altre normative più restrittive). Vanno, infine, conservati e consolidati gli spazi liberi tra insediamenti e corsi d'acqua.

41.9.-Nel sistema dell'alta valle del Fiastra va esclusa la saturazione del sistema storico di mezzacosta di Bolognola, salvaguardando la riconoscibilità delle strutture insediative storiche, avviando la riqualificazione degli insediamenti turistici in quota, evitando la diffusione di nuovi nuclei e cercando di recuperare rapporti di mediazione spaziale e paesistica attraverso la costituzione di fasce di margine da realizzarsi con l'uso prevalente di materiali vegetazionali e di attrezzature di uso collettivo all’aperto.

41.10.-Nel sistema della valle del Fiastra e delle colline di Sarnano va esclusa la formazione di insediamenti lineari continui nel fondovalle del Fiastra e la saldatura tra centri sommitali ed insediamenti di fondovalle, mantenendo e valorizzando le zone di discontinuità. In queste aree gli interventi debbono tendere a rafforzare la riconoscibilità dei poli di fondovalle e di sommità, qualificandone collegamenti ed accessi nonché a conservare ed a consolidare gli spazi liberi tra insediamenti di valle e corsi d'acqua e la viabilità locale rurale.

41.11.-Nel sistema delle colline del Tenna va mantenuta e consolidata la configurazione accentrata dei centri di sommità, evitando la dispersione insediativa. Eventuali nuovi insediamenti debbono rafforzare e qualificare gli insediamenti esistenti, attraverso la creazione di strutture spaziali riconoscibili e la formazione di spazi di uso pubblico, nel rispetto delle identità storiche e paesistiche consolidate. Il verde di standard va collocato, di preferenza, nelle aree libere attorno alle mura e ai tessuti storici nonché ai bordi delle eventuali nuove espansioni.

*